Feb 19, 2020 - Senza categoria    No Comments

INTERVISTA A SIMONETTA AGNELLO HORNBY

 

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Desidero ringraziare Simonetta Agnello Hornby  per la sua disponibilità mostrata nel concedermi questa intervista. Simonetta Agnello Hornby palermitana di nascita vive a Londra da molti anni. Una delle scrittrici più amate dal pubblico, le sue presentazioni sono sempre affollate, perché è in grado di raccontare e raccontarsi in maniera semplice e diretta. Un successo letterario sempre crescente dal 2002 con “LA MENNULARA” il celebre romanzo che l’ha consacrata al grande pubblico regalandole un sincero affetto da parte di tutte noi diventando uno dei riferimenti del romanzo contemporaneo. Andrea Camilleri aveva detto su di lei: “L’energia vitale di Simonetta Agnello Hornby è un tutt’uno con l’energia trascinante della sua scrittura”,concordo pienamente con questa affermazione del grande e indimenticabile maestro Camilleri un altro mio conterraneo amatissimo dal pubblico.

 

D: CI RACCONTI IL SUO RAPPORTO CON LA SCRITTURA E COM’È CAMBIATO NEL TEMPO?

R: La scrittura può essere personale e di lavoro. La scrittura personale significa di scrivere a parenti, amici e conoscenti (talvolta con sconosciuti attraverso l’internet). Il contenuto dipende da perché, come e cosa si scrive. Ho sempre scritto lettere. Da piccola scrivevo ai miei cugini e tenevo un diario. Da adolescente scrivevo i compiti di scuola. Da quando, ventunenne, andai a vivere all’estero, ho scritto lettere a parenti e amici. La scrittura di lavoro – sono stata un avvocato di diritto di famiglia – consiste nello scrivere le storie dei miei clienti, nel contesto del processo legale, e dunque veritiere.

 

D: COSA SIGNIFICA PER LEI SCRIVERE?

R: È un lavoro molto bello, sia lo scrivere da avvocato che da romanziera.  La scrittura dei romanzi è dominata dalla immaginazione, che però deve rispettare i tempi, i posti e i fatti storici. Questi devono essere autentici ed esatti.

 

D: QUALE DEI SUOI PERSONAGGI LE SOMIGLIA?

R: Nessuno, per quanto io ne sappia. Se scrivo in prima persona, come ho fatto per esempio in UN FILO D’OLIO, VIA XX SETTEMBRE, e NESSUNO PUÒ VOLARE, cerco di attenermi alla realtà e conto sul giudizio di mia sorella, di mia cugina Maria e dei miei figli, per quanto concerne i ricordi condivisi.

 

D: QUANDO SCRIVE UN LIBRO HA GIÀ TUTTA LA STORIA IN MENTE O LA ELABORA STRADA FACENDO?

R: Si ho tutta la storia in mente. Che però può cambiare mentre lavoro.

 

D: HA DELLE ABITUDINI PARTICOLARI DURANTE LA SCRITTURA DI UN LIBRO?

R: Nessuna.

 

D: CHE RELAZIONE C’È TRA LA SCRITTURA E LA SOCIETÀ, CON LE SUE INFLUENZE POLITICHE E CULTURALI? E COME CONVIVONO QUESTI ELEMENTI NELLA SUA SCRITTURA?

R: La scrittura di una storia contemporanea deve tenere in conto la realtà e dunque la società come la vedo io, che include influenze politiche, come la faccio vedere ai miei personaggi, e il tutto fa parte del testo. Se scrivo in prima persona ovviamente ci metterò anche il mio pensiero.

 

D: TRA LE SUE OPERE HA VOLUTO RACCONTARE ANCHE LA DISABILITÀ. NEL 2015 HA REALIZZATO UN DOCUMENTARIO PER RAI 3 “IO & GEORGE”, UN VIAGGIO TRA LONDRA E LA SICILIA INSIEME A SUO FIGLIO, SUCCESSIVAMENTE HA GIRATO IL DOCUFILM “NESSUNO PUO’ VOLARE”, CHE HA DATO IL TITOLO ANCHE AL LIBRO NEL 2017 (FELTRINELLI). COM’È STATO COLLABORARE INSIEME A SUO FIGLIO IN QUESTO PROGETTO? E SUCCESSIVAMENTE IN ROSIE E GLI SCOIATTOLI DI ST. JAMES EDITO DA (GIUNTI 2018)?

R: La collaborazione tra George ed io è molto bella e costruttiva, sempre nel contesto del rapporto tra madre e figlio, talvolta con disaccordi ma sempre con tanto affetto…

 

D: ESISTE UN LIBRO CHE HA AVUTO UNA GRANDE INFLUENZA NELLA SUA VITA?

R: La storia di JENJI, il primo romanzo del mondo scritto mille anni fa da lady MURASAKI HARUNOBU (una scrittrice Giapponese) e pubblicato da Einaudi, di cui ho parlato e scritto molto.

 

D: C’È UNO SCRITTORE O UNA SCRITTRICE ITALIANI O STRANIERI CHE CONSIDERA IL SUO MENTORE?

R: No.

 

D: COME NASCE LA COLLABORAZIONE TRA LEI E MIMMO CUTICCHIO IN “SIAMO PALERMO”?

R: Ci siamo incontrati all’aeroporto di Palermo tre anni fa e abbiamo fatto amicizia. Abbiamo deciso di scrivere della nostra amatissima città, che abbiamo attraversato in lungo e largo nelle nostre belle passeggiate. Mimmo è un grandissimo artista nonché un uomo di grande cultura, famoso e ammirato nel mondo intero.  La sua Opera dei PUPI È PATRIMONIO IMMATERIALE DELL’ UNESCO.

 

D: QUALI CONSIGLI DAREBBE A CHI “ASPIRA” A DIVENTARE UNO SCRITTORE O UNA SCRITTRICE?

R: Di scrivere e fare leggere ad amici e parenti quanto scritto, come primi giudici. E poi di mandare ad un editore, senza sperare troppo nel successo, che è raro. Se non trova un editore, gli suggerisco di auto pubblicare le proprie opere sull’internet, su cui potrebbe trovare tanti lettori.

 

Intervista a cura di C.L

 

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Ott 15, 2019 - Senza categoria    No Comments

INTERVISTA A STEFANIA AUCI

 

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La Finestra della Letteratura ha intervistato Stefania Auci, l’autrice del romanzo rivelazione del 2019 che ha conquistato il mondo con “I leoni di Sicilia”. Desidero innanzitutto ringraziare Stefania per la sua disponibilità mostrata nel concedermi questa intervista. Stefania Auci, Trapanese di nascita e palermitana d’adozione, Stefania con Palermo ha un rapporto d’amore intenso che si rispecchia nelle appassionate ricerche da lei condotte per scrivere la storia dei Florio.  Dopo la laurea ha iniziato a lavorare in uno studio legale prima di dedicarsi all’insegnamento. Sin dai tempi dell’università si è dilettata nello scrivere fino alla pubblicazione del suo primo romanzo, Florence, nel 2015. Due anni dopo è seguito il saggio La cattiva scuola scritto con Francesca Maccani.  Il successo è giunto con la pubblicazione de I leoni di Sicilia, dapprima negli Stati Uniti, in Germania, Francia, Paesi Bassi e Spagna. Soltanto nel 2019 è stato pubblicato in Italia dall’Editrice Nord, e opzionato per una serie televisiva.

D: In un ideale romanzo storico qual è la ricetta perfetta? Quanta Storia e quanta fantasia? 

R: Non esiste secondo me una ricetta perfetta, esiste il modo in cui l’autore vuole rappresentare la storia il modo che può essere più o meno armonico e quindi dipende dall’idea che vuole dare, sé preferisce privilegiare più la storia narrerà più eventi storici, se invece preferisce dare la prevalenza agli aspetti strettamente personali quindi a tutto ciò che ha che fare con la personalità con il carattere del personaggio, allora ovviamente darà la precedenza all’aspetto umano. Però a mio avviso non esiste la “ricetta ideale”, esiste il modo in cui l’autore vede la storia e poi lo narra appunto.

D: A quale personaggio del libro ti senti più vicina? E perché? 

R: Non posso dire che ci sia un solo personaggio a cui mi sento più particolarmente vicina ci sono degli aspetti della personalità che un’po’ condivido con ciascuno di loro. Per esempio la pazienza di Ignazio, sicuramente la condivido molto però non esiste “il personaggio” assoluto cui io mi sento più vicina rispetto ad altri forse a livello affettivo Vincenzo, ma in realtà molti aspetti del carattere sono un’po’ davvero suddivisi l’uno rispetto all’altra.

D: Come si passa dall’avere un’idea allo scrivere un romanzo? 

R: In realtà, è un creare. Io almeno personalmente sono una persona abbastanza quadrata, abbastanza decisa, nel senso che  quando ho in testa una storia e questa storia è ben delineata la metto su carta creando una sinossi molto lunga quindi tutta una serie di passaggi, che mi fanno capire se effettivamente c’è una tenuta solida della storia se non ci sono buchi narrativi ,però la sinossi significa anche scrivere e riscrivere, quindi non è un processo così lineare e un processo per tentativi ed errori per continua ricerca della soluzione migliore. Ancora una volta dipende molto dal come uno si sente di fare le cose, io conosco autori per esempio che fanno la descrizione di scena per scena, e c’è ne sono altri che invece danno delle sinossi di massima di mezza pagina e si sentono sollevati è a posto. Io personalmente sono per un’po’ per il giusto mezzo, quindi la sinossi accurata ma non troppo dettagliata.

D: Che stile adotti nel Tuo scrivere, leggi molto? 

R: Leggo tantissimo, leggo di tutto, non ho un genere preferito cerco di essere il più possibile vasta, mobile, passo dai classici ai romanzi un’po’ più innovativi. leggo sia autori Italiani che stranieri non leggo in lingua purtroppo ma perché non né ho le capacità, cioè sarei troppo lenta per poter leggere in lingua straniera. Però mi piace molto insomma, laddove è possibile accostarmi a testi che abbiano avuto come traduttore magari una persona che sia già a sua volta uno scrittore perché proprio mi piace vedere l’effetto che fa, non ho un genere preferito per me la cosa importante è che sia un libro scritto bene.

D: Quale scrittore della letteratura Siciliana ti ispira maggiormente? 

R: Allora anche lì, in realtà pesco un’po’da molti autori e da molti caratteri. Non c’è proprio un autore che posso dire abbia pesantemente contraddistinto la mia scrittura per certi aspetti mi sento vicina a Sciascia per altri aspetti mi sento vicina a Tomasi di Lampedusa. Cerco di pescare quello che è il più possibile affine al mio carattere alla scrittura anche se il mio come dire.. la mia area di pertinenza non è tanto la scrittura Siciliana quanto piuttosto quella Anglosassone mi sento abbastanza più vicina agli autori Inglesi.

D: Qual è il tuo pubblico ideale? A che lettore pensi quando scrivi? 

R: Io non credo di avere un pubblico ideale. Io scrivo essenzialmente l’ho detto tante volte, scrivo i romanzi che mi piacerebbe leggere e l’ho sempre fatto di questo è una colpa o una cosa buona dipende un’po’ dalle prospettive. A me non interessa tanto posizionare o selezionare il mio pubblico. M’ interessa che il mio pubblico ami quello che leggo, e che soprattutto lo apprezzi e poi davvero, cioè la cosa più importante è che si legga, non importa cosa, non importa come, non importa quanto, ma la cosa più importante è che si legga, che le persone leggano.

D: Progetti per il futuro?

R: Intanto finire la dilogìa dei Florio. E poi riposarmi (sorride), che sono piuttosto stanca. A parte tutto, finire bene questo secondo volume di lavorarlo in maniera adeguata e di dare il giusto lustro a questa famiglia tramite la mia scrittura e poi per il futuro come dicevo appunto un’po’ di riposo finalmente. E poi vedremo, il futuro ci aspetta!

 

Intervista a cura di C.L

 

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Lug 16, 2019 - Senza categoria    No Comments

“… CHIACCHIERATA CON ALESSANDRO IPPOLITO”

 

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È un’ onore, oltre che un piacere “ospitare” nel mio blog Alessandro Ippolito. Alessandro Ippolito, E’ stato per due anni autore, regista e conduttore dei collegamenti esterni di Mike Bongiorno su Canale 5 “Telemike”. Ippolito dopo Nanni Loi è stato il primo in Italia a riportare le candid camera in televisione (“W le donne”). Ha poi portato avanti con successo questo divertente genere anche con altre trasmissioni come “Scherzi a parte”, “La stangata”, “La strana coppia” e “Italiani in vacanza”.
Con “Telecamere a richiesta” è stato il primo a proporre in prime time candid camera in diretta con grande successo di pubblico.
Ha adattato, scritto, diretto e condotto il primo reality italiano “Stranamore”.
Inoltre ha poi scritto, diretto e prodotto per la Mondadori la prima soap opera italiana (“L’altalena”). Oggi Alessandro si dedica alla formazione ed è il curatore del canale Youtube Filmmakerchannel.
Tutta la sua vita professionale Ippolito l’ha inserita nel libro autobiografico “Per Soldi e per TV – la mia vita sul set”, pubblicato nel 2015 per Scrittore Vincente in vendita nelle librerie on-line.

D: IN CHE MISURA GLI INCONTRI (CON GIORNALISTI, SCRITTORI, INTELLETTUALI) HANNO INFLUITO SU DI TE?

 

R: Non è una questione di categorie. Sono le persone che ti possono arricchire. Certo, quando ho stretto la mano a Eduardo De Filippo e poi l’ho visto recitare dal vivo al San Ferdinando, quando Alberto Moravia mi ha parlato a casa sua del suo metodo di scrittura, quando ho litigato con Carmelo Bene o lavorato con Walter Chiari o Raimondo Vianello o Mike Bongiorno o Arnoldo Foà… l’elenco è lunghissimo, insomma tutti possono darti qualcosa che ti rimane dentro per sempre. Forse Fernanda Pivano, che ho frequentato per tanti anni, mi ha aperto a un mondo letterario e culturale che ha profondamente influenzato il mio modo di esprimermi, anche al di là della scrittura stessa.

 

D: QUALE GENERE MUSICALE POTREBBE ESSERE LA DEGNA COLONNA SONORA DI QUESTO LIBRO?

 
R: Anche in questo caso non potrei sintetizzare quarant’anni di lavoro in un genere soltanto. Andiamo dai Rolling Stones a Fabrizio De André, da Bob Dylan a Pino Daniele, dagli Earth Wind & Fire a Paolo Conte. Come faccio a scegliere?

 

D:LA TV DEL PASSATO ERA FATTA DA PROFESSIONISTI E GRANDI ARTISTI, QUELLA DI OGGI, PER TUTTA UNA SERIE DI MOTIVI È FATTA SOPRATTUTTO “DALL’UOMO QUALUNQUE”, È UNA STRADA SENZA RITORNO?

 
R: Non è esattamente così. L’uomo “qualunque” (che brutta parola) l’ho portato per la prima volta io in televisione alla fine degli Anni ’70. Allora era scandaloso. In tv dovevano andarci solo quelli con i nomi, dovevano parlare solo professori ed esperti. Soltanto la Corrida consentiva l’accesso a tutti ma avveniva solo per metterli in ridicolo. Visto poi che il linguaggio semplice e schietto della gente faceva numeri, “l’ uomo qualunque” ha fatto carriera, è diventato protagonista, opinionista. Ha cominciato a spiattellare i suoi fatti privati (“Fra moglie e marito”) fino al Grande fratello. La differenza sta nel fatto che, almeno da parte mia, la gente diventava una voce alternativa, sincera, con un proprio patrimonio di umorismo e di pensiero libero. Se ricordi sono andato in onda tutti i giorni con un programma che si chiamava “Barzellette”. La gente per strada in tutta Italia mi raccontava barzellette davanti ad altra gente, sempre per strada. Si rideva o si restava ammutoliti a seconda della storiella. Sembra un recupero dell’ultimo patrimonio orale dei nostri tempi, dialetti che si incrociavano, soggetti dovuti alla posizione dei luoghi del racconto. Bene, cosa ha poi fatto la tv? “La sai l’ultima”, con tanto di studio, conduttore e cabarettisti in erba. Ha tradotto non solo l’idea ma anche il linguaggio popolare in tv tradizionale. Oggi se sei un vip o uno qualunque puoi andare in tv se sei disposto a farti massacrare, a farti violentare o sputtanare. Per la gioia dei peggiori istinti del pubblico generalista.

 

D: UN VIAGGIO CHE HAI FATTO E CHE RIFARESTI DOMANI… E PERCHÉ?

 
R: Dopo tanto girare da un capo all’altro del mondo, un viaggio che rifarei è quello che ebbi la fortuna di fare con Mike da una regione d’Italia all’altra alla ricerca di piccoli sperduti paesi con eccellenze quasi del tutto sconosciute. Due anni straordinari, ricchi di scoperte di bellezze e di bontà. Il successo di Alberto Angela mi fa sperare che questo genere di tv possa avere ancora grande seguito.

 

D: HAI PARLATO NEL LIBRO DI VITTORIE E DI SCONFITTE, CI PUOI RACCONTARE DUE EPISODI PARTICOLARI LEGATI PROPRIO A QUESTI DUE CONCETTI?

 

R: Sono stato il primo (sì, le date parlano ma tanti millantano) a portare un progetto di produzione di soap operas in Italia. Studiai negli States, scrissi il soggetto di serie e 60 sceneggiature con Guido Sagliocca, ottenemmo una commissione di un miliardo e 320 milioni di lire ma… dovetti denunciare la produzione per far valere i miei diritti. Vinsi, ma fu una magra consolazione. Vittorie per fortuna ne ho raccolto tante. Le amo tutte, non saprei scegliere.

 

D: QUALE IL TUO CONSIGLIO A GIOVANI ASPIRANTI FILMMAKER ?

 
R: Di capire innanzitutto se il loro desiderio poggia su qualche talento. Non puoi fare il cantante se sei stonato. Non puoi scrivere sceneggiature se non hai almeno immaginazione. Per questo ho realizzato i miei due corsi on line di regia e di scrittura. Mettono in grado, in modo semplice e pratico una persona di capire per che cosa è veramente portata. Se talento e passione ti guidano, non hai bisogno di alcun consiglio. Questo è un mestiere che si fa, indipendentemente dal denaro, dal successo, è una specie di vizio. Se cominci non smetti più. E alla fine, se sei bravo e hai idee e grinta, alla fine anche se non hai santi in paradiso ce la fai. Cinema e televisione sono affari miliardari. In una troupe puoi anche infilarci un raccomandato, un baciapiedi, un attricetta disponibile, ma se poi non hai un bravo operatore, un bravo tecnico audio, un bravo direttore della fotografia e tutto il resto, i miliardi vanno in fumo.

 

D: QUALI SARANNO I TUOI PROGETTI FUTURI?

 
R:Sto lavorando su una serie da diversi mesi con un gruppo di sceneggiatori e produttori internazionali. E’ un progetto molto complesso e, ahimè, anche costoso. Ma siamo nella fase creativa e questo è sicuramente il momento più bello e libero del nostro lavoro. Ma continuo anche a fare formazione. Tutto quello che ho imparato nella mia vita professionale non voglio che sparisca con me. Devo passare il testimone. E questo è straordinariamente stimolante e gratificante.

 

LA MIA RECENSIONE

 
“Per Soldi e per TV – la mia vita sul set”. È un titolo semplice, perché con poche efficaci parole, l’autore mette in luce gli aspetti reali delle sue esperienze professionali. Un racconto aperto e sincero scritto con passione e umiltà. Alessandro si racconta in modo efficace, con capitoli che nella sintesi contengono rivelazioni divertenti talvolta pungenti o scandalose “senza filtri”. La scrittura si presenta chiara, fluida a tratti ironica o profonda, come una piacevole chiacchierata confidenziale tra amici. Chi vorrà intraprendere la sua stessa professione troverà insegnamenti utili e preziosi, il messaggio è chiaro la TV non è fatta di soli lustrini e paillettes ma di molti, moltissimi sacrifici non sempre facili da superare. In conclusione, il suo memoir è un’inno senza retorica alla libertà e alla forza di volontà. Rispettare se stesso le proprie idee ha fatto di Alessandro Ippolito, uno dei più grandi professionisti della nostra Televisione. Buona lettura!

 

Intervista a cura di C.L

 

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Mag 23, 2019 - Senza categoria    No Comments

Le riflessioni di Virginia Woolf su Jane Austen

Senza volersene vantare o arrecare dolore al sesso opposto, possiamo dire che Orgoglio e pregiudizio è un buon libro. E comunque non ci sarebbe stato nulla di cui vergognarsi ad essere còlti nell’atto di scrivere Orgoglio e pregiudizio. Eppure Jane Austen era felice che un cardine della porta cigolasse, perché così poteva nascondere il suo manoscritto prima che qualcuno entrasse nella stanza. Per Jane Austen vi era qualcosa di disdicevole nello scrivere Orgoglio e pregiudizio.
E dunque, mi chiedevo, Orgoglio e Pregiudizio sarebbe stato un romanzo migliore se Jane Austen non avesse ritenuto necessario nasconderne il manoscritto allo sguardo dei visitatori? Ne lessi una pagina o due per capire; ma non riuscii a trovare alcun segno del fatto che le condizioni materiali della vita dell’autrice ne avessero in minima parte danneggiato il lavoro. Ed era quello, forse, il vero miracolo della sua opera. Ecco una donna, agli inizi dell’Ottocento, che scriveva senza odio, senza amarezza, senza paura, senza protestare, senza far prediche. La stessa condizione nella quale scriveva Shakespeare, pensavo, guardando il testo di Antonio e Cleopatra. E quando alcuni paragonano Shakespeare a Jane Austen, forse intendono dire che ambedue erano riusciti a dissolvere nella mente ogni ostacolo; ed è per questa ragione che non conosciamo Jane Austen e non conosciamo Shakespeare, ed è per questa ragione che Jane Austen pervade di sé ogni parola che ha scritto, proprio come fa Shakespeare. Se qualcosa faceva soffrire Jane Austen, questa era la ristrettezza della vita che le veniva imposta. Era impossibile per una donna andarsene in giro da sola. Lei non viaggiò mai. Non attraversò mai Londra su un omnibus, né mai fece colazione da sola in un locale pubblico. Ma forse era nella natura stessa di Jane Austen non desiderare ciò che non aveva. Il suo genio e le condizioni della sua vita si accordavano completamente. Conosceva esattamente le sue capacità e quali temi vi si addicessero per poterli trattare come deve uno scrittore che mira alto. C’erano impressioni che restavano fuori del suo territorio; emozioni che nessuno sforzo o artificio le sue risorse avrebbero potuto coprire. Per esempio, non era in grado di far parlare con entusiasmo una ragazza di argomenti politici o religiosi. Non era in grado di aprirsi con partecipazione totale a un momento romantico. Usava ogni mezzo per evitare scene di passione. Si rivolgeva alla natura in un modo obliquo, tutto suo. Sa descrivere una notte bellissima senza nominare una volta la luna. Nonostante questo, quando leggiamo le poche frasi formali sulla “brillantezza di una notte senza nubi e il contrasto creato dalle ombre profonde degli alberi”, la notte diventa all’improvviso “solenne, e pacifica, e splendida” così come, con semplicità, lei la definisce.

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Lug 24, 2018 - Senza categoria    No Comments

“NUOVI O USATI, COME COMBATTERE IL CARO LIBRI”

In vista della ripartenza dell’anno scolastico, ecco alcuni consigli pratici per evitare il salasso per le famiglie con studenti, specie delle medie e delle superiori, sono una spesa non da poco.Sono tanti i siti Internet che consentono di cercare testi per gli studenti. In questo modo è possibile trovare molte offerte interessanti per “tagliare i prezzi” in maniera significativa rispetto al costo iniziale,c’è da dire che il Ministero dell’Istruzione fornisce linee guida per cercare di contenere il caro libri e che l’adozione di sempre maggiori strumenti multimediali e contenuti digitali aiuta a mitigare l’esborso.Ma l’elenco dei libri è consultabile su www.adozionilibriscolastici.it, scuola per scuola, è come una lista della spesa cui non ci si può sottrarre. Si può invece, adottare qualche strategia per spendere meno. La stima è che le famiglie degli alunni delle medie e delle superiori spendano almeno 300 €uro in libri. La prima e la terza, generalmente sono “classi” più costose, ma sono anche gli anni in cui si possono adottare volumi bi o triennali. Per ridurre fino al 50% il conto è possibile scegliere libri usati:Se tenuti in buone condizioni potranno essere agevolmente utilizzati, specialmente se non si tratta di eserciziari che richiedono compilazione diretta sulle pagine. I negozi e i mercatini di libri usati sono presenti soprattutto nelle grandi città, ma anche numerosi siti offrono testi usati in vendita come Comprovendolibri.it , Libridea.it , Libraccio.it o Libreriauniversitaria.it .Consultare le bacheche delle scuole, anche quelle virtuali, può essere utile per intercettare i libri degli alunni che hanno frequentato negli anni passati la stessa scuola.Chi si orienta invece sui testi nuovi, può avvalersi delle promozioni offerte da diverse catene di supermercati della grande distribuzione organizzata che offrono sconti talvolta superiori al 15 % (il massimo consentito in ambito editoria). Generalmente, lo sconto viene “convertito” in buoni da spendere per la spesa all’interno dello stesso negozio, ma si tratta pur sempre di un taglio rispetto al prezzo di copertina. Nelle scorse settimane, però, le rappresentanze dei librai hanno espresso il loro disappunto rispetto a queste pratiche che generano, a loro dire, una sorta di concorrenza sleale tra le librerie tradizionali e la grande distribuzione. Anche diversi siti offrono libri a prezzi scontati, a partire da Amazon. Per comparare i prezzi dei libri scolastici venduti online, www.idealo.it offre un motore di ricerca dedicato a libri scolastici e corsi di lingua con oltre 40 mila articoli da consultare. La scelta di acquistare libri nuovi può essere fatta anche in prospettiva: se saranno tenuti bene, potranno essere rivenduti.

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Giu 29, 2018 - Senza categoria    No Comments

UN PRINCIPE POETA

Antonio De Curtis coltivò per vari anni la passione per la poesia. Le tematiche affrontate sono le più varie: l’amore, le ingiustizie sociali, i paradossi della vita e della morte, e mostrano uno stretto legame con la tradizione lirica napoletana.Il suo personaggio Totò, insomma, era un altro. Quello che andava in scena, pronto quando il regista gridava ciak. Però poi c’era un ulteriore lato della sua personalità, oltre il set, lontano dal teatro. Il Totò intimo, che affidava una malinconia esistenziale, lo sgomento d’amore per una donna, la nostalgia per la lontananza da Napoli, le riflessioni sulla morte, alla pagina, componendo poesie, versi scritti su foglietti o dietro i pacchetti di sigarette, le immancabili Turmac. Nel 1964 fu pubblicata, dall’Editore Fiorentino di Napoli, A livella, raccolta che si arricchirà, in occasione del decennale della morte di Totò, di un corpus di liriche d’amore dedicate all’amata Franca Faldini.

Le canzoni scritte da Totò: Baciami ,cantata dal grande artista e Mina.

Sapessi com’è dolce amore mio,
amare te… luce degli occhi miei.
Dolcissima realtà d’un sogno sei:
Sogno d’amore e di felicità!…

Baciami,
mi voglio dissetare nel tuo amore
bruciante è il desiderio dei tuoi baci
sulle mie labbra ancora c’è il sapore.

Baciami,
rapito dal profumo del tuo amore,
voglio morire con le tue carezze…
fammi sentire i palpiti del cuore.

Mentre le nostre bocche in una sola
si fondono con languida dolcezza
al Dio Amore l’anima s’immola
La storia eterna dell’umanità.

Stringimi,
stringimi forte forte, amore mio.
Sussurrami pian piano tante cose
dimmi che mi ami come t’amo io…
dimmi che tutto… tutto sei per me!…

PASSIONE

Sulla mia bocca ancora c’è il sapore
delle tue labbra come un fiore rosso,
l’alito profumato, il tuo calore
di questa febbre che mi hai messo addosso:

mi brucia questa febbre nelle vene
e sol per te questo mio cuore duole,
duole d’amor perché ti vuole bene:
morir d’amor per te, sol questo vuole.

Bella superba come un’orchidea,
creatura concepita in una serra,
nata dal folle amore d’una Dea
con tutti i più bei fiori della terra.

Dal fascino del mare misterioso
che hai negli occhi come calamita
vorrei fuggir lontano, ma non oso,
signora ormai tu sei della mia vita.

Come uno schiavo sono incatenato
alle catene della tua malia
e mai vorrei che fosse ahimè
spezzato il dolce incanto della mia follia.

Informazioni tratte dall’Associazione Antonio De Curtis in arte Totò

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Apr 11, 2018 - Senza categoria    No Comments

FAVOLE.. in giardino

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Mopsy (Elizabeth Debicki), Flopsy (Margot Robbie), Benjamin (Colin Moody), Bea (Rose Byrne), Peter Rabbit (James Corden) and Cottontail (Daisy Ridley) in Columbia Pictures' PETER RABBIT.

Mopsy (Epallidi coloririth Debicki), Flopsy (Margot Robbie), Benjamin (Colin Moody), Bea (Rose Byrne), Peter Rabbit (James Corden) and Cottontail (Daisy Ridley) in Columbia Pictures’ PETER RABBIT

Fiori dai pallidi colori, leggeri come piume al vento, file di cavoli e margheritine selvatiche, cascate di clematidi e poi umidi prati, salici, ruscelli, nuvole rarefatte e un coniglietto dalla giacchetta blu che ci fissa dal biancore della paginacon una carota in mano. Tutto e’ lieve, tenero, delicato negli acquarelli disegnati circa 120 anni fa da Beatrix Potter, (nell’immagine in alto Renee Zelleweger-interpreta la Potter nel film a lei dedicato “Miss Potter”). La giovane Beatrix Potter disegnava nelle sue interminabili giornate al numero 2 dei Bolton Gardens, Kensington, Londra. Ben lontana dall’immaginare all’inizio che quei disegni avrebbero oltrepassato i confini dell’Inghilterra per arrivare un giorno un giorno fino a Hollywood. La stessa Potter, seria, rigorosa, esigentissima diede del filo da torcere pure ai grafici americani dei suoi librini arrivando a litigare anche sullo spazio bianco intorno a ogni disegno. Era una figlia vittoriana, rispettosa della famiglia, con le prime entrate ricavate dalle vendite dei suoi libri, ormai diventati dei classici per l’infanzia, incomincia a comprare vecchi cottage e fattorie intorno a Near Sawrey.il suo desiderio era preservare la regione dei laghi dalla speculazione. Nel 1936 in nome della sua liberta’ disse un secco “No” alla Walt Disney, che sognava di portare sul grande schermo Peter Rabbit. Oggi le sue storie vendono due milioni di libri all’anno e la moneta di 50 pence di Peter Rabbit, coniata per i 150 anni dalla sua nascita, e’ arrivata a 45 volte il suo valore. Quest’anno sul grande schermo e’arrivato Peter Rabbit in una nuova veste. Tra effetti super speciali troveremo tante novità che lo riguardano, persino la stessa protagonista Beatrix si chiamera’ Bea, una giovane pittrice in jeans e stivali di campagna pronta a difendere i suoi amici conigli dal nipote del signor McGregor, lo storico antagonista.

 

Mar 24, 2018 - Senza categoria    No Comments

JANE AUSTEN E IL SUO TEMPO!

Le donne che hanno fatto la storia della letteratura, in passato erano davvero tante. Alcune di esse, non sono riuscite neppure a vedere pubblicati i propri manoscritti, perché sono scomparse prematuramente. Come purtroppo spesso accade anche oggi, molti manoscritti di  autori esordienti vengono respinti e poi ironia della sorte diventano dei veri Best-Seller, (la lista di questi nomi è davvero lunga),comunque  anche gli  editori nelle varie epoche si comportavano allo stesso modo di quelli attuali rifiutando  quelli che poi nel tempo sono diventati delle vere leggende letterarie. Ad ogni modo oggi voglio parlarvi di una delle scrittrici  più amate di sempre.Colei che nel corso dei secoli ha segnato profondamente la letteratura mondiale, sto parlando di Jane Austen. L’autrice di Orgoglio & Pregiudizio,  Emma, e di Ragione & Sentimento.. giusto per citare alcuni dei suoi capolavori. Mi chiedo chi non abbia mai desiderato almeno una volta nella propria esistenza vivere nell’epoca descritti dalla Austen? Le sue “creature”, tutte donne dal carattere forte, avvolte presuntuose, amabili, impeccabili,e uniche. La  bravura, ma soprattutto la mente fine di Jane, è stata in grado di farle amare tutte quante loro dal pubblico femminile. Forse non tutti sanno che ci sono delle date storiche che hanno segnato il mondo di allora, e che alcune di queste date sono collegate con le tappe che hanno  rappresentato alcune delle tappe della vita di questa straordinaria scrittrice:

16 dicembre 1775, nasce a Steventon, Hampshire(Inghilterra),sesta di sette figli,dal reverendo George e Cassandra Leigh.

Nello stesso periodo: si celebra il 15° anno di georgio III(1820). Guerra d’Indipendenza americana (1783) contro l’Inghilterra.

1787-1793 Incoraggiata dal fratello Henry si dedica ai primi tentativi letterari contenuti nei tre volumi di Juvenilia(postumo). Le tre sorelle,Amore e amicizia, La storia d’Inghilterra,Catharine e La bella Cassandra.

Nello stesso periodo: 1789: In Francia sono convocati gli Stati generali,La Rivoluzione ha inizio.

1792: Mary Wollstonecraft pubblica Rivendicazione dei diritti della donna.

1794 Lavora al romanzo in forma epistolare Lady Susan (postumo)

Nello stesso periodo: Robespierre,protagonista del Terrore, è ghigliottinato.

1795 Si dedica a un altro romanzo epistolare, Elinor e Marianne.

Nello stesso periodo: Nasce il poeta John Keats.

1796-1800 Scrive Prime Impressioni, futuro Orgoglio & Pregiudizio.Lo propone nel 1797 all’editore Thomas Cadell, che lo respinge.

Rielabora il romanzo Elinor e Marianne,cambiandone il titolo in Ragione & Sentimento.Lavora al romanzo Susan.

Nello stesso periodo: 1798: Wordsworth e Coleridge pubblicano Ballate liriche

1800: l’Irlanda viene incorporata nel Regno Unito con l’Atto di Unione.

Volta presenta alla Royal Society l’invenzione della pila.

1803 Terminato Susan, ne cambia il titolo in L’Abbazia di Northanger e riesce a venderlo per 10 sterline.L’editore Crosby trattiene il testo ma decide di non stamparlo.

Nello stesso periodo: John Dalton elabora la teoria dell’atomo come una sfera piena e invisibile. Gli Usa acquistano il territorio della Louisiana dalla Francia.

1814 Pubblica Mansfield Park,accolto favorevolmente. Inizia a lavorare al romanzo Emma.

Nello stesso periodo: Inzia il Congresso di Vienna.

Si raforza il predominio navale e coloniale inglese.

1816 Scrive il romanzo Persuasione.Riacquista il manoscritto dell’Abbazia di Northanger dall’editore Crosby. Si ammala gravemente:forse ha il contratto il morbo di Addison.

Nello stesso periodo: Prima del Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini.

1817 Scrive il racconto Sandition (incompiuto). Morirà il 18 luglio. Viene sepolta nella cattedrale di Winchester. Nel 1818 escono Persuasione e L’Abbazia di Northanger.

Nello stesso periodo: Lord Byron pubblica il poema Manfred. E’ fondata la Borsa di New York.1818: esce Frankenstein di Mary Shelley. Nasce Emily Brontë. Canova termina Le tre Grazie.

 

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A sinistra un ritratto della Austen,nell’immagine accanto troviamo la statua che presiede nella cattedrale di Winchester, dove è poggiata ad un tavolo mentre scrive.

Infine la lapide dove leggiamo l’iscrizione (voluta dal fratello Henry, l’amato complice delle sue pubblicazioni), nella quale Jane è elogiata per le sue qualità morali ma non per la sua abilità di scrittrice.

 

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