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INTERVISTA A CHIARA FRANCINI

 

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Chiara Francini nata a Firenze e cresciuta a Campi Bisenzio, è un’attrice di teatro e cinema e una scrittrice. Per Rizzoli ha pubblicato i romanzi best-seller NON PARLARE CON LA BOCCA PIENA pubblicato da BUR Biblioteca Univ. Rizzoli nel (2017), l’anno successivo pubblica MIA MADRE NON LO DEVE SAPERE (2018), e UN ANNO FELICE (2019).

D: CHIARA CI PUOI DIRE QUAL È IL TUO LIBRO PREFERITO TRA TUTTI QUELLI CHE HAI PUBBLICATO?

R: I libri per quanto mi riguarda sono un po’ come i figli. Nel senso che l’amore di una mamma si moltiplica e non si divide. Sono molto affezionata a tutti e tre per motivi diversi ma egualmente forti.

D: NELLA PREFAZIONE DI UN ANNO FELICE HAI USATO UNA DELLE PIÙ BELLE POESIE (AMAI, DI UMBERTO SABA);”AMAI TRITE PAROLE CHE NON UNO OSAVA. M’INCANTÒ LA RIMA FIORE AMORE, LA PIÙ ANTICA DIFFICILE DEL MONDO.” COME MAI HAI SCELTO QUESTA POESIA?

R: L’ho usata perché la poesia è una grandissima fonte di ispirazione per me, ed è la rappresentazione massima di quello che un essere umano può comporre a livello scritto. Amo particolarmente Umberto Saba, perché è un maestro che riesce a trasferire tutto questo nella manciata di quelle “trite parole che trite non sono.” Amo moltissimo Sandro Penna, Patrizia Cavalli, Patrizia Valduga.

D: QUANDO LEGGI UN ROMANZO D’AMORE QUALI SONO GLI ELEMENTI FONDAMENTALI SECONDO TE?

R: Solitamente non scelgo un romanzo perché è d’amore. Le motivazioni sono sempre diverse: la stima che nutro nei confronti dell’autore e della tipologia di argomento trattato, il momento che sto vivendo. Sostanzialmente l’innamoramento per i romanzi è come la telegenia e la fotogenia: una magia di proporzioni che non può essere spiegata. Un po’ come la fede che è lo strumento che usi quando non arrivi ad acchiappare qualcosa a livello razionale “Credo quia absurdum est”.

D: COM’È NATA LA TUA PASSIONE PER LA SCRITTURA? C’È STATO UN MOMENTO PRECISO IN CUI HAI DECISO DI VOLER DIVENTARE SCRITTRICE?

R: Mi è sempre piaciuto leggere, ma non sono mai stata il tipo di persona che aveva un diario o dei libri nel cassetto. Ho fatto studi umanistici e ho sempre nutrito una grande ammirazione per gli scrittori. Quando sono stata certa di voler raccontare una storia che mi sembrava speciale l’ho fatto in maniera autentica, cercando di veicolare le emozioni, le immagini, i colori che io vedevo, toccavo e che avevo nel cuore.

D: ESISTE UN LIBRO CHE HA AVUTO UNA GRANDE INFLUENZA NELLA TUA VITA? SE SI QUALE?

R: In realtà sono tanti i libri che hanno avuto un’influenza su di me. Ogni libro appartiene ad un determinato periodo della vita del lettore, quindi quello che leggi a quindici anni non avrà la stessa valenza a cinquant’anni. La lettura è un dialogo tra il lettore e il libro, tra due interlocutori, e nonostante uno dei due sarà sempre lo stesso non sarà il medesimo perché la conversazione apparterrà a momenti della sua vita diversi. Ho letto e apprezzato molto Il Diario di Anna Frank, tutta l’opera di Gadda, lo Dostoevskij, Tolstoj, O. Fallaci, Palazzeschi, il Tasso, il Macchiavelli, il Baldassar Castiglione, il Bembo, Gaspara Stampa, P. Cavalli, P. Valduga, Peter Cameron, Jonathan Ames.

D: C’È CHI SI RIFIUTA TOTALMENTE DI ASCOLTARE MUSICA MENTRE LEGGE UN LIBRO, E CHI INVECE NON RIESCE A LEGGERE SENZA FARLO.. LEGGENDO (UN’ANNO FELICE) QUALE CANZONE CONSIGLIERESTI AI LETTORI DI ASCOLTARE DURANTE LA LETTURA?

R: L’Adagio di Albinoni, il Notturno di Chopin, molto Britpop ma anche musica anni ‘90, Barbra Streisand, Sinatra, Ella Fitzgerald.

Intervista a cura di C.L

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