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Giu 29, 2018 - Senza categoria    No Comments

UN PRINCIPE POETA

Antonio De Curtis coltivò per vari anni la passione per la poesia. Le tematiche affrontate sono le più varie: l’amore, le ingiustizie sociali, i paradossi della vita e della morte, e mostrano uno stretto legame con la tradizione lirica napoletana.Il suo personaggio Totò, insomma, era un altro. Quello che andava in scena, pronto quando il regista gridava ciak. Però poi c’era un ulteriore lato della sua personalità, oltre il set, lontano dal teatro. Il Totò intimo, che affidava una malinconia esistenziale, lo sgomento d’amore per una donna, la nostalgia per la lontananza da Napoli, le riflessioni sulla morte, alla pagina, componendo poesie, versi scritti su foglietti o dietro i pacchetti di sigarette, le immancabili Turmac. Nel 1964 fu pubblicata, dall’Editore Fiorentino di Napoli, A livella, raccolta che si arricchirà, in occasione del decennale della morte di Totò, di un corpus di liriche d’amore dedicate all’amata Franca Faldini.

Le canzoni scritte da Totò: Baciami ,cantata dal grande artista e Mina.

Sapessi com’è dolce amore mio,
amare te… luce degli occhi miei.
Dolcissima realtà d’un sogno sei:
Sogno d’amore e di felicità!…

Baciami,
mi voglio dissetare nel tuo amore
bruciante è il desiderio dei tuoi baci
sulle mie labbra ancora c’è il sapore.

Baciami,
rapito dal profumo del tuo amore,
voglio morire con le tue carezze…
fammi sentire i palpiti del cuore.

Mentre le nostre bocche in una sola
si fondono con languida dolcezza
al Dio Amore l’anima s’immola
La storia eterna dell’umanità.

Stringimi,
stringimi forte forte, amore mio.
Sussurrami pian piano tante cose
dimmi che mi ami come t’amo io…
dimmi che tutto… tutto sei per me!…

PASSIONE

Sulla mia bocca ancora c’è il sapore
delle tue labbra come un fiore rosso,
l’alito profumato, il tuo calore
di questa febbre che mi hai messo addosso:

mi brucia questa febbre nelle vene
e sol per te questo mio cuore duole,
duole d’amor perché ti vuole bene:
morir d’amor per te, sol questo vuole.

Bella superba come un’orchidea,
creatura concepita in una serra,
nata dal folle amore d’una Dea
con tutti i più bei fiori della terra.

Dal fascino del mare misterioso
che hai negli occhi come calamita
vorrei fuggir lontano, ma non oso,
signora ormai tu sei della mia vita.

Come uno schiavo sono incatenato
alle catene della tua malia
e mai vorrei che fosse ahimè
spezzato il dolce incanto della mia follia.

Informazioni tratte dall’Associazione Antonio De Curtis in arte Totò

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