Apr 9, 2016 - Senza categoria    No Comments

Il Futurismo

Il Futurismo fu un movimento letterario, artistico e politico fondato nel 1909 da Filippo Tommaso Marinetti, che, attraverso una serie di “Manifesti” e di clamorose polemiche propugnò un’arte e un costume che avrebbero dovuto informarsi al dinamismo della vita moderna e della civiltà meccanica, facendo piazza pulita del passato e di ogni forma espressiva tradizionale e proiettandosi verso il futuro, nel trionfo degli istinti e della volontà di potenza individuale e nazionale. Il primo  ” Manifesto” del Marinetti, venne pubblicato in francese sul Figaro del 20 febbraio 1909,contiene le linee essenziali del movimento futurista. Scriveva il Marinetti: ” Non n’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro” quindi, parole in libertà, abolizione della sintassi e della punteggiatura sono i postulati tecnici del futurismo, sorto in reazione alla letteratura dell’800 e all’estetismo D’Annunziano. L’importanza storica del futurismo va cercato proprio nel suo attivismo e dinamismo pratico. I futuristi insorgevano contro il sentimentalismo, la vita borghese e piatta in nome di una nuova civiltà dinamica.

 

“Nordica miscela d’acqua anice cielo mare,

Trapani  ingabbiato di gru metalliche galleggianti   e torbide scritture

di pioggia grafomane in necrologie  

L’innocenza di quel sale bianco nello schifazzo

  sotto la vela tesa e sporca di vita vissuta, va  

Freddi astratti mulini delle saline

  Tetti di tegole accovacciate sul sale virginale

per difenderne la pura   amarezza dal peccato dolcissimo

  Su quali pesci morti ruotano gli alti gabbiani

partoriti dal ciclo tetro   sopra un mare di bile?  

Lontanissime vele ferme sintesi d’ogni nostalgia titubante

  Ma divampano le fascie rivoluzionarie rosse dei piroscafi in lutto

  Rugginosi gabbani di marinai curvi confessano la draga mastodontica  

che estrae dal ventre spaccato rotolanti intestini di rimorsi fangosi

  fuor dai bronzei abissi del porto   Cragliiing-gliiing   gloong-gloong  

tan-ian tlung-tlung  

Sulla strada del porto gli avvisi colorati impongono:  

PREFERITE IL LIQUORE SAN GIULIANO

  Domani sorseggerò la lunga sagoma pulita di Trapani bevuta dall’alto (800 m.)  

LA DUCALE PROFUMI DI LUSSO   DAVANT Parigi

ventagli pelliccerie delle belle siciliane  

Tra le braccia mani aperte del porto entra il postale nero piroscafetto  

giocattolo con la ciminiera nera fasciata dall’unico azzurro superstite

  e relativa stella bianca   Nel centro due canotti sproporzionati sospesi su tutti i naufragi  

a poppa si sporge l’angolo retto del marinaio che tende il cordone   ombelicale alla banchina madre

  Le barche sbarcano viaggiatori ritti parapioggia liquidati acqua sopra sotto

  Garibaldi di marmo sorveglia la simultaneità del porto  

Le palme piangono e chiamano il sole   La draga scava il passato

  Cragliiing-gliiing   gloong-gloong   tan-tan tlung-tlung  

Ma la draga accelerando arrotando i suoi rumori diventa subita-  

mente un trapano   trapano di Trapani   trrrapano coloniale nell’Africa vicina”  

 

 

-Il porto di Trapani invernale-

 

Parole in libertà lette da Filippo Tommaso Marinetti

 

Al Teatro Garibaldi il 23 Marzo 1928 Anno VI.

Il Futurismoultima modifica: 2016-04-09T18:11:40+02:00da caterina817
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